E' facile per te corrompere il mio petto.
Se tocchi i fili bava del mio cuore burattino.
Gocciolando risate di miele nella mia gola di fame e sete.
Premi ancora le tue tempie contro il vetro che protegge.
Grate di finestre a frammentare sogni.
E i nostri corpi chiusi in scatole di ombre.
Per il tuo risveglio ho annegato la città.
Nel mare.
Il tuo mare.
Travasato negli occhi di ogni animale.
Dolori muti a quattro zampe e ciotole di addii.
Ho visto l'ambizione mangiare dalle mie mani.
Allontanarsi e saziarsi di avanzi.
Dei miei resti di culture viste in mostre di occhi e denti.
Di sculture di schiene rotte e di dementi.
Potrà mai mio figlio perdonare il mio umiliarmi?
Il mio strisciare sotto i fogli, il mio raschiare sogni dall'asfalto?
Potrà amare una donna persa nel suo perso costruirsi?
Avrà pena per il mio cercare latte nella luna?
Per il mio addormentarmi sui suoi giorni più sereni?
Chi riscatta i visionari dalla loro fantasia?
Chi protegge la pelle velo dall'esercito del niente?
Mi alzo usando il piede destro sopra il cielo.

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