giovedì 30 settembre 2010

Il servitore.

Terra bianca e il mio silenzio scalzo.

Ombre di uccelli che non vedrò della specie dei Pensieri.

Radici di risate nella mia tosse asmatica.

Corridoi di castelli, di umidità e di regine agli angoli.

Il servitore scrive.

Con il sangue ed una penna d'angelo.

Il suo patto segreto con la povertà

Ed il regale seno bianco.

Affonda.

Mani tra i capelli.

Sesso nel sesso.

E coltelli alle spalle.

Ed è sbagliato solo il suo minuto e mezzo di ritardo.

La lampada ha smesso di tremare.

E' lucida e nitida.

E' ragione di armatura muta.

Striscio e sono prigioniero graziato.

In cerca di sbarre per ritrovarsi.

Per sfidare i sogni.

Per aggrapparsi.

Non serve a niente il cielo se non lo hai atteso.

Tu di colpo chiudi gli occhi per giocare.

Con il lupo affamato sotto il letto.

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