Consolarsi con il buio.
Irrompere nella tua vita infuocando dimenticate memorie.
Soprattutto amare.
Amare di sangue e di alta marea.
Ed ingoiare tutto.
Cibo e mancanza.
Saluti per strada e tappeti rossi da arrotolare.
Non passa più nessuno.
Petali macerati.
Come pensieri di rosa morta.
Acqua calda da abbracciare.
Portami lontano.
Dove hai visto nascere tua madre.
Nei suoi capelli dal taglio strano
nella foto seppia e veleno.
La rivuoi con quelle labbra
soffici di sorriso e pane morso.
Di seno e vento da inebriarsi.
Spiagge che non hai mai visto e che portano i tuoi passi.
Canti ad occhi spalancati ed urlano le ciglia.
Muto e ovatta.
Rabbrividendo di tepore.
Amore, amore incorrotto.
Corrotto amore santo.
Spettro di ieri e del mio ricordo.
A cosa non hai mai creduto?
A cosa credo ancora io?
Portami lì.
Sì, lì.
Dove tu conosci lo spazio.
Dove misuri in centimetri l'età.
Nel profumo di caffé e di giochi a terra.
E di pranzi di Natale, di braci e di risate.
Lì in quella camera dove hai sfidato i giorni.
Con echi di mattini scritti a penna sui diari.
Tra i tuoi vestiti freschi di bucato e di panorami.
Di primavere e di tramonti opachi.
Ed è lì che voglio dire buongiorno.
Dove esiste ogni tuo buongiorno.
Ti aspetto qui, nella mia vita speculare.
Rossa di me e di rosso colore.
A muovere le gambe per ricreare suoni.
A chiudere gli occhi per ricreare abbagli.
Amore.
Amore in salita su corde di stelle.
Ai tuoi piedi alati ho affidato un nome.

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