Mi cerca la notte ed io sono già sott'acqua.
Rompo bolle di respiri per lasciarmi tra le vertigini.
Musicante di musica sporca, come piombo, come petrolio.
Annegavi nella tormenta delle lacrime del non risveglio.
Da steso, da occhi chiusi ad occhi spalancati.
Parla come parlavi prima, con le mani, non con il gelo.
Bocca a bocca. Bocca abbocca.
Deficiente fino all'osso di innocenza di rimpiazzo.
Occhi maghi da bambina di capelli di seta nera.
Mai più nidi e trappole e pensieri di rete arresi.
Solo facili sorrisi, solo sogni di gloria e vuoti.
Del tramonto nei miei occhi ho trattenuto solo il rosso.
Ora posso costruire sogni di fango e farne fortezze.
Ricorda della mia pelle l'appartenenza non l'odore.
Ricorda delle mie labbra la fame eterna, non il sapore.
Poi smetti di ricordare. Di farti ricordare.
Poi togliti da qui che ho altro a cui pensare.

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